martedì 4 ottobre 2011

Cosa sapere/Mattarellum e Porcellum

Il “mattarellum”, dal nome del suo autore Sergio Mattarella, è il sistema elettorale con il quale si andò al voto nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Sostituì il precedente sistema proporzionale introducendo un sistema misto: maggioritario uninominale per il 75% dei seggi in palio e proporzionale per il restante 25%.


Il “porcellum”, dalla definizione che ne diede l’autore Roberto Calderoli (“una porcata”) che si riferiva alle modifiche introdotte in seguito alle osservazioni del presidente della Repubblica, è il sistema elettorale con cui si votò nel 2006 e nel 2008. E’ un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza (su base nazionale alla Camera, regionale al Senato) per la coalizione vincente.

Il referendum che mira ad abrogare la Legge elettorale Calderoli ripristinerebbe il vecchio “mattarellum”. In particolare verrebbero reintrodotte le preferenze: gli elettori potrebbero scegliere il proprio candidato, mentre con l’attuale “porcellum” le liste elettorali sono bloccate e i candidati vengono nominati dalle segreterie dei partiti.

La lentezza della giustizia italiana

dai giornali di oggi, martedì 4 ottobre


Il Corriere della Sera (Marco Galluzzo) - … Nonostante le inchieste, i processi, le intercettazioni, gli squarci sulla vita privata del premier, il partito non è crollato, viaggia ancora tra il 26% e il 27% …

La Stampa (Marcello Sorgi) - … E il Cavaliere? … Nei sondaggi ancora rappresenta più di un quarto dei voti …

Il Riformista (Tommaso Labate) - Si scontrano sul referendum, sul voto anticipato, sulla Bce, e, sotto sotto, anche sulla leadership. Al termine della direzione del Pd, in cui Parisi evoca le sue «dimissioni», Bersani è sconsolato. 
Alle 17.30, quando rientra nella sua stanza al termine di una riunione definita «senza controllo» anche dai fedelissimi («La situazione è sfuggita di mano un po’ a tutti», spiega un componente della segreteria), il leader del Pd preoccupato. E lo dice, evitando gli eufemismi, a tutti quelli che lo raggiungono: «Se andiamo avanti così, c’è di che avere paura. Il mio timore è che il Paese cominci a pensare che anche noi badiamo agli affari nostri, e non a quelli della gente» …

Il Tempo (Francesco Damato) - Il pur simpatico ex presidente del Senato Franco Marini si è assunto il compito della narrazione più comica, o surreale, dell’attesissima riunione della direzione del Pd, ieri, quando ha dichiarato ai cronisti, testualmente: «La leadership di Bersani è l’unica cosa non in discussione. Non c’è stato neanche un cenno. di critica». Tutto quindi sarebbe stato e sarebbe in discussione nel maggiore partito di opposizione, a cominciare dalla linea politica, fuorché la leadership bersaniana. Ma ciò da solo è un paradosso perché un segretario che si rispetti, almeno in un partito che si considera orgogliosamente diverso dagli altri a pretesa conduzione monarchica, dovrebbe distinguersi ed essere riconosciuto per la sua linea politica. Se questa non c’è, neppure il segretario c’è. Se questa non è condivisa, o è più criticata che condivisa, il segretario non può sentirsi sicuro. Pure lui, e non solo il partito, è "azzoppato", per ripetere un suo aggettivo di ieri …

La Stampa (La Jena) – La Direzione del Pd di ieri, cioè uno spot all’ultimo disco di Ivano Fossati: “La Decadenza”.

Il Riformista (Emanuele Macaluso) - … Sul referendum il Pd ha presentato un progetto di legge ignoto a tutti e comprensibile a pochi … Nel Pd c’è discussione e divisione, ma mai una decisione …

Il Corriere della Sera (Dario di Vico)Le motivazioni con le quali Sergio Marchionne ha annunciato, con un certo clamore, di voler uscire dalla Confindustria sono comprensibili. La competizione globale non fa sconti a nessuno e vendere automobili nelle settimane in cui i mercati si muovono con l'incubo del double dip , della doppia recessione, è un autentico mal di testa. Il manager che guida la Fiat teme che quelle che sono le difficoltà del suo progetto, legate al dispiegarsi dell'avventura americana e all'attesa dei nuovi modelli, vengano acuite da un contenzioso giuridico-sindacale fitto di cause e di ricorsi che giudica insostenibile …

Milano Finanza (Roberto Sommella) - Fiat lascia Confindustria perché il «partitino di Emma» è più occupato a sgomitare nell'arena politica che a curare la riforma delle relazioni industriali. L'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, in una lettera inviata ieri al presidente Emma Mercegaglia annuncia il divorzio più clamoroso della storia dell’associazione degli imprenditori: un abbandono che scatterà l’1 gennaio 2012, destinato a pesare su tutto, dalla crescita del settore manifatturiero alle politiche dell’export, per finire con l’elezione del futuro presidente dell’organizzazione imprenditoriale ….

Il Giornale (Gian Marco Chiocci-Massimo Malpica) - Nichi Vendola? Non un passante distratto, ma un presidente di giunta costantemente informato sui fatti. Anche su quelli, ritenuti penalmente rilevanti, contestati all’ex assessore alla Sanità di Nichi, quell’Alberto Tedesco poi «promosso» dal Pd in Senato, dopo essersi dimesso dall’incarico quando la notizia delle indagini sul suo conto divennero, a febbraio 2009, di pubblico dominio. L’«atto di accusa» contro il governatore pugliese è proprio nel verbale di interrogatorio del senatore Tedesco, ascoltato dal gip il 18 marzo scorso dopo che l’ordinanza d’arresto a suo carico era stata trasmessa a Palazzo Madama, dove è stata respinta lo stesso giorno in cui Montecitorio votava invece a favore dell`arresto del parlamentare del Pdl Alfonso Papa. Molti, in quell’interrogatorio, i riferimenti «velenosi» al leader di Sel …

Il Messaggero (Alessandro Barbano)- Assolti, liberi, quindi giustamente detenuti in carcere per quattro dei loro ventiquattro e ventisette anni, più o meno un sesto della loro vita. Che piaccia o no, così deve raccontarsi da ieri sera la storia di Amanda e Raffaele. Non più amanti diabolici ma vittime sacrificali di una giustizia la cui lentezza rivela in un baleno tutto il suo carico di dramma e di dolore … i sei giudici popolari e i due togati della Corte d`Assise d`Appello di Perugia hanno liberato Amanda e Raffaele dalle terribili accuse, ma … soprattutto, condannato senza mezzi termini un’indagine lacunosa, nella quale, tra mille contraddizioni, pressioni e suggestioni mediatiche, l’unico elemento mancante è stata la prova regina ….

Il Sole 24 Ore (Tim Parks) – In Italia … quasi tutti gli indizi sono resi pubblici prima del processo, ma per il modo in cui questi vengono colorati, caricati e inquinati con infiniti elementi aggiuntivi, veri o di pura fantasia, alimentando un gioco collettivo e compiaciuto di schieramenti opposti decisi a non cambiare mai idea, a prescindere dai nuovi fatti che emergono

lunedì 3 ottobre 2011

Il PDL di Sulbiate accusato di “vendere fumo” dal PD

Facciamo una premessa, prima di rispondere alle infondatezze dei Democratici: siamo d’accordo con loro su una cosa. Il Consiglio Comunale del 30 settembre rappresenta una svolta che non è minimamente paragonabile rispetto al 10 giugno.

Fatta questa premessa che porterà ogni singola realtà politica a fare le proprie debite considerazioni, entriamo nel merito delle accuse di “vendere fumo” che ci sono state additate in merito a quanto pubblicato di recente. Clicca QUI per leggere il post.

Non ci dilungheremo, perché sappiamo di essere nella ragione quindi basteranno poche osservazioni per capire lo scollegamento presente all’interno della sinistra sulbiatese:

1)      hanno scritto che sulla delibera di Consiglio Comunale dell’anno scorso che stanziava 50.000 euro per avviare la “burocrazia” per la ex-filanda PROGETTO TERRITORIO si è astenuto (punto numero 3 di risposta nel blog PD): falsità totale che dimostra che
a) non hanno letto il nostro post (abbiamo scritto che PT aveva votato contrariamente)
b) non hanno letto nemmeno la delibera di Consiglio (che per trasparenza abbiamo pubblicato sul nostro blog)
c) dormivano in Consiglio Comunale (?)

2)      parlano di responsabilità del loro partito, avendo scelto l’astensione. Ancora dimenticano un passaggio: le cose sono andate CRONOLOGICAMENTE COSI’:
     a) il Vicesindaco ha illustrato la delibera di Consiglio Comunale
     b) PT ha preso la parola per leggere la propria dichiarazione di voto (QUI per leggerla)
     c)  Solo dopo PT, il PD ha letto la sua dichiarazione di voto che (ed erano presenti almeno 40 persone) era contraria.
     d) Il Consiglio Comunale è stato fermato per 45 minuti e il PD ha fatto marcia indietro: non più voto contrario ma ASTENSIONE
L’onestà intellettuale dice che la responsabilità si poteva leggere solo se la dichiarazione di voto originale fosse stata l’astensione. Invece, almeno 40 testimoni oltre la stampa e le registrazioni del Consiglio Comunale, dimostrano che la dichiarazione di voto originale era CONTRARIA (dove sta la “responsabilità”?)

3)      Il gruppo PT è da almeno un anno che evidenzia all’Amministrazione la sua preoccupazione che non si spendano nuovi soldi. 5 mesi fa lo stesso gruppo consiliare lo ha ripetuto. Quindi, affermare che oggi il PD si è erto a salvatore delle finanze sulbiatesi è poco onesto verso i lettori, verso i fatti e verso anche l’opposizione PT.

4)      Una nota che siamo costretti a fare: oltre a quella che, a nostro modestissimo modo di vedere, è stata una figuraccia per il PD (ma questa è una nostra valutazione e poco ci importa se non fosse che sono Amministratori di maggioranza e stanno più o meno direttamente gestendo il nostro paese), riguarda la dichiarazione del capogruppo PD al Sindaco (in riferimento alle parole di mancanza di democrazia che sono state rivolte al Primo Cittadino e alla Giunta) che, parafrasandola è stata circa: “Sindaco le parole di mancanza di democrazia erano presenti sul blog e non sono da confondere con il pensiero del GRUPPO CONSILIARE, che non ha mai detto quello”. La risposta dell’Esecutivo è stata di rileggere lo scritto che recitava circa: il Circolo del PD di Sulbiate e il suo gruppo consiliare condannano la mancanza di democrazia dell’Amministrazione etc. In pratica in sede di Consiglio Comunale è stato, ci si passi il termine, sbugiardato, il capogruppo PD che pensava che le accuse di mancanza di democrazia fossero mere accuse del blog e basta, dimenticando che il gruppo consiliare, che egli rappresenta, si era espresso alla stessa maniera.
Infine sui problemi di democrazia sorge una domanda: ma il PD in questi due anni come è sopravvissuto in SI? Mai nessuna PUBBLICA DICHIRAZIONE di uomini/donne PD, eletti in SI si sono mai sentite.

5)      Curiosa infine la nota del post PD che ci accusa di essere in clima da campagna elettorale. La loro espressione di voto ORIGINALE (contrarietà) era simbolica di una volontà di far cadere l’Esecutivo? E noi saremmo quelli in campagna elettorale??

Il PD è libero di “respingere quanto scritto” sul nostro blog, purtroppo quando si respinge la verità si cade nella menzogna. Davvero il 30 settembre è stato un punto di svolta. Ai cittadini l’ardua sentenza.

DULCIS IN FUNDO
Ridere per non piangere: ricordate che questa estate definemmo il gruppo PD degli “Astension Men”? Bene, anche a settembre la profezia si è avverata di nuovo.
Ci rideremmo su se fosse un gioco. Ma qui si sta amministrando un Comune e i giochi si evitino.


“In tre anni il Pd non ha fatto nulla”

dai giornali di oggi, lunedì 3 ottobre




Corriere della Sera (Sergio Romano) - … L' opposizione non potrà limitarsi a sostenere che il governo è stato commissariato dalla Banca centrale europea. Dovrà dirci che cosa pensa delle raccomandazioni di Trichet e Draghi in materia di pensioni, contratti aziendali, riduzione degli stipendi della funzione pubblica. Il Partito democratico dovrà dirci come intende scegliere il candidato alla guida del governo. Proporrà il segretario del partito o sceglierà il metodo delle elezioni primarie? L'opposizione non potrà continuare a compiacersi delle censure pronunciate dal cardinale Bagnasco sui comportamenti del presidente del Consiglio senza dirci contemporaneamente come intende affrontare i problemi bioetici che interessano la Chiesa. L'opposizione dovrà dirci che cosa pensa dei conflitti che coinvolgono le truppe italiane e se le sue posizioni in materia di politica estera saranno condivise dai partiti con cui intende allearsi per vincere le elezioni …

Il Riformista (Emanuele Macaluso) - … Ma cosa pensano gli alleati del Pd che si sono ritrovati a Vasto? Non dico nulla su Di Pietro e il suo partito impegnato a gridare e lanciare parole demagogiche e senza senso. Il Sel di Vendola, invece, proprio sul tema della crisi e su come affrontarla è in piena confusione …

La Stampa (Fabio Martini) - Parisi si è "tenuto" per tre mesi, ma ora può dispiegare la sua proverbiale vis: «… Purtroppo in questi 3 anni anche il Pd non ha fatto nulla. Una promessa l’aveva fatta: chiedere la calendarizzazione della propria proposta entro il 30 settembre, ma neppure quello è riuscito a fare. In compenso, tanti suoi elettori hanno sottoscritto il referendum, ma il vertice massimo (con la minuscola e la maiuscola) non ha preceduto e neppure seguito il movimento che ha attraversato la sua base. Bersani dice che trecentomila firme sono di Democratici? Bene, verrebbe da chiedergli: ma perché non sono 300.002? Perché Carlo Vizzini del Pdl ha firmato e Bersani e D’Alema no? Salvo non abbiano sottoscritto in qualche oscuro banchetto» …

Il Tempo (Davide Giacalone) - … Gli industriali propongono liberalizzazioni e privatizzazioni nei servizi pubblici locali. Giusto. Però, scusino, quando si celebrava un referendum contro questa roba, con il governo che s’era squagliato e rimpiattato, noi continuavamo a difendere tali idee, mentre industriali ed editori di giornali (in gran parte gli stessi gruppi) tacevano o, nel migliore dei casi, si dilettavano nei colpi alternati al cerchio e alla botte …

Corriere della Sera (Lettere al direttore) – Caro direttore, io sono un imprenditore e un lettore del Corriere della Sera. E sul mio giornale vorrei porre al dottor Diego Della Valle una domanda. “Gentile dottor Della Valle, ho letto con attenzione il suo appello ai politici e con estrema curiosità vorrei sapere se lei si riconosce tra “quella parte del mondo economico che per troppo tempo ha avuto rapporti con tutta la politica in base alle opportunità e alla sua convenienza del momento” e “che cosa ha fatto, a parte le sue numerose presenze in programmi televisivi in veste del paladino del “made in Italy” – anche se mi risulta che gran parte dei suoi prodotti venga realizzata all’estero – per difendere i posti di lavoro in tutta Italia, per tutelare i diritti del consumatore a conoscere dove tutti i prodotti in commercio sono stati realizzati, per contrastare la legge “truffa” Reguzzoni- Versace proprio concepita per favorire chi nel settore abbigliamento calzature  effettua fasi importanti di lavorazione all’estero. “Gentile dottor Della Valle, il uso potere economico è indiscusso, ma almeno quando parla o scrive si renda conto che alle sue parole o ai suoi scritti dovrebbero fare riscontro altrettanti comportamenti in difesa del vero e solo “made in Italy”, quello fatto unicamente e totalmente in Italia. Ciò potrebbe dare certezza di lavoro a tanti dipendenti ora in cassa integrazione o mobilità e speranza di futuro ai giovani disoccupati del nostro Paese. Attendo con curiosità la sua risposta, grazie”.

La Stampa (La Jena) – Sarei totalmente d’accordo col manifesto di Della Valle se non l’avesse scritto Della Valle.

La Nazione (Giuseppe Turani) La spiegazione più semplice (ma volgare) a cui vien fatto di pensare davanti alla durezza del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nei confronti del governo è che fra otto mesi esatti scade il suo mandato. La signora, a quel punto, non potrà più essere rieletta e dovrà per forza rientrare nell’ombra. Da qui l’idea (fatta circolare negli ambienti del Pdl) che dopo una presidenza in fondo senza infamia e senza lode, Emma voglia chiudere la sua stagione con i fuochi d’artificio e i botti di carnevale, attaccando Berlusconi a testa bassa, come non si era mai visto in questo paese. La verità, ovviamente, è un po’ diversa. Basta conoscere un po’ la Confindustria per sapere che nessun presidente (forse nemmeno Gianni Agnelli ai suoi tempi) potrebbe fare quello che sta facendo la Marcegaglia solo per amore del palcoscenico e delle luci della ribalta …

Corriere della Sera (Maria Teresa Meli) - … Il centrosinistra schiera … un’orchestra in cui ognuno va per conto suo, con il proprio strumento: non c’è nessun accordo tra i suoni, prevalgono dissonanze e disarmonia. All’inizio è stata l’Europa a dividere. l’opposizione. C`era infatti un tempo, in verità non troppo lontano, in cui il centrosinistra chiedeva al governo Berlusconi di «fare come l’Europa» … Se oggi fosse al governo, il centrosinistra nella versione del Nuovo Ulivo Pd-Idv-Sel faticherebbe non poco a trovare la quadra …